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Questa è la settimana dell’armistizio. E dell’11/9. E del ricordo di Battisti, e di chissà quale altra commemorazione.
Curioso però che tante date si affollino nell’arco di breve tempo, pensando anche che sono trascorsi pochi giorni dall’anniversario della morte di Lady Diana (che però quest’anno è passato in secondo piano).
Ognuno di noi, poi, ha le sue date personali, sia storiche e “pubbliche”, che private.
Una sorta di calendario personale con il quale scandiamo il nostro tempo. Compleanni, date memorabili, ricordi indelebili. E’ il passato che impressiona la pellicola della nostra memoria e resta lì, sospeso, certo della sua forza, trionfante nell’essere ripescato anche a distanza di decenni.
Così costruiamo il nostro tempo e allontaniamo l’agenda setting imposta dai media, dagli altri, dal mondo esterno.
L’11 Settembre è diventato storia anche se nessuno conosce la verità. Le nostre date sono molto più intime, sacre, vere. Chissà quanti 11/9 sono stati rovinati da 4 presunti aerei che si sono schiantati sul territorio americano. Aerei che non hanno lasciato traccia se non nel ricordo degli scomparsi.
Io voglio riprendermi il mio 11 Settembre. Voglio impressionarlo con ricordi che non scadano nella retorica.
Voglio che sia fatta luce su quanto accaduto, ma so che non accadrà. Ammiro chi combatte per la verità, ma talvolta preferirei non esistesse una verità. L’editoriale di questa settimana scrivetelo voi.
Con i vostri ricordi, cancellate le date dei media e cercate di recuperare dalla scatola della memoria un evento importante della vostra vita con cui valga la pena soppiantare quello dell’11/9 così come ce l’hanno raccontato.
Io ci sono riuscito: ricordo l’11 Settembre di due anni dopo, quando mi interessai ai fatti accaduti con ardore e fui certo che non è andata come l’hanno raccontata.
Massimiliano Scorza xeditor
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