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13-12-2007 09:50:01
Questo post è per non dimenticare tutti gli operai, edili, siderurgici e ogni lavoratore che è morto sul lavoro. Non si può, non si deve morire sul lavoro. L'ambiente di lavoro non è un teatro di guerra. Si va a lavorare per vivere, non per morire. Questo articolo sarà linkato permanentemente da un banner nella testata di Pianeta.com, perchè noi non vogliamo dimenticare gli operai morti alla acciaieria di Torino Thyssen Krupp, non vogliamo dimenticare i lavoratori che muoiono ogni giorno in Italia e nel mondo. Il banner che linkerà questo post girerà tante volte al giorno sul nostro portale, perchè noi, a differenza delle autorità, dei potenti, dei politici, dei perbenisti, non vogliamo commemorare i caduti sul lavoro una volta all'anno in occasione dell'anniversario. Basta con questa farsa, con queste finte celebrazioni per mettersi a posto la coscienza! Noi vogliamo sensibilizzare i nostri visitatori a ricordarsi di questi fatti drammatici, a scandalizzarsi che ci siano aziende che lucrano nel non mettersi a norma, nel non investire in sicurezza. Dobbiamo ricordarcelo ogni giorno e non una volta all'anno, altrimenti le cose non cambieranno mai.
Basta considerare queste morti bianche come un fatto aleatorio, un fatto che secondo alcuni ci può stare. Basta! Ci può stare che un pilota di F1 muoia, uno di motociclismo, uno che pratica sport estremi, uno che va in guerra. Non ci può stare che muoia un lavoratore che ogni mattina, o ogni notte si alza per andare al lavoro per mantenere la propria famiglia. Non si può cadere da un'impalcatura per mancanza di protezioni, non si può esplodere in aria mentre si sta saldando una conduttura, non si può essere bruciati vivi, non si può morire carbonizzati, basta!
Chi va in Iraq o in Afganistan armato fino ai denti - non con fiori, speranze, umanità, competenza nella propria professione e dedizione nel salvare vite come fa il Grande Gino Strada e i suoi colleghi - e per sfiga ci lascia la pellaccia, diventa un eroe! Eroe per un giorno. Eroe che verrà ricordato una volta all'anno, eroe del quale lo stato, il capo del governo, il presidente della repubblica, il ministro della difesa, lo ricorderanno solo poche ore prima dell'anniversario. Poi per altri 365 giorni verrà dimenticato. Però almeno, nella sfiga, sarà ricordato da tutti, solo in quel giorno, come un eroe. Alla famiglia, alla moglie dell'eroe caduto, una bandiera, quella italiana, piegata su se stessa più volte. E poi, tante prese per i fondelli, che i politici chiamano promesse.
Dopo i soldati "in missione di pace" con i mitra e fucili con il colpo in canna, ci sono i mercenari che anche questi vengono celebrati, ricordati, in occasione dell'anniversario o quando si parla di quelle zone di guerra. Definiti anche quest'ultimi eroi.
Scegliere di andare in "missione di pace" armati, con il dito sul grilletto, in un teatro di guerra dovrebbe voler dire mettere in conto che la propria vita può essere spazzata via da una bomba, da una mitragliata, da una scheggia, anche se probabilmente ognuno di questi audaci "portatori di pace" pensa che "a me non spareranno".
Questi guerrieri, soldati e mercenari sanno ancor prima di partire che dove andranno è un teatro di guerra. Sanno che nessuno li obbliga. La scelta è loro. Forse a fronte di x Euro, a fronte dell'"amor di Patria" (?), e nella convinzione che "a me non spareranno" questi uomini mettono la loro vita in gioco. Morire in guerra, specie se armati, specie se si sta sparando perchè attaccati, non dovrebbe in fin dei conti stupire o scandalizzare nessuno. Potevano non andare in guerra, pardon volevo dire potevano non andare in "missione di pace" armati in un teatro di guerra.
La cosa buffa però è che "andare in missione di pace armati" è molto meno rischioso che andare a lavorare in fabbrica o in cantiere. Ogni giorno infatti muoiono in media 4 lavoratori. Lavoratori che muoiono senza far notizia. Gente di serie D, numeri. Solo numeri.
Proprio un bel paese l'Italia!
Complimenti alle autorità, ai nostri politici, al presidente della repubblica, al papa, che del menefreghismo e del "penso solo alla mia pancia" ne fanno la loro bandiera.
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Carlo Miorelli x cs
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