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Le
dinamiche del web, la connettività, i costi sempre
più
contenuti, le tariffe flat e il ventaglio delle possibilità
di
guadagno attraverso i siti spingono una nicchia sempre più
consistente di persone verso il mondo
del telelavoro. Da semplici
fruitori, molti navigatori cercando di trasformarsi in lavoratori del
web, traendo un profitto dall’esposizione di
annunci sul proprio
sito e da una accurata gestione dei contenuti.
Produrre testi
tematizzati e costruiti secondo logiche predeterminate
è il
punto di partenza per guadagnare
con il web, unitamente ad un buon
volume di traffico generato dal proprio network di siti. La miglior
offerta attualmente su piazza per diventare rivenditori di
spazi è
fornita da Google e si chiama ADsense, un termine
sempre più
in voga tra i webmaster di tutto il mondo. Il meccanismo,
tralasciando i tecnicismi, è molto semplice: creare
contenuti
a tema e permettere a big-G di far comparire i suoi annunci
sponsorizzati grazie all’inserimento di un codice
all’interno
delle nostre pagine web. Per ogni click su questi annunci si riceve
un compenso: al raggiungimento di 100 dollari si può
richiedere il pagamento al colosso californiano.
Vi sono altri
strumenti e servizi per guadagnare con Internet, ma al momento
Adsense
sembra il più
affidabile oltre che il più
conosciuto e sicuro. L’altra faccia del
telelavoro riguarda i
dipendenti, che grazie alla flessibilità – se non
si
trasforma in precariato - hanno modo di lavorare da casa spendendo il
proprio tempo nel modo più opportuno, senza
“timbrare il
cartellino”. Dei liberi professionisti a libro paga, ne
più
ne meno. Il telelavoro comprende anche le attività svolta da
disabili che possono interagire con un terminale. Entrambi i
fenomeni, guadagno via
web e telelavoro
dipendente, sono in lieve ma
costante espansione: il frutto di una società globale e
interconnessa.
Massimiliano Scorza
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