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01-03-2006 16:54:27
Gian Maria Colotto, responsabile marketing di Yoshoes.com, sito di commercio elettronico di calzature, racconta come è nato ed in cosa consiste questo nuovo modello di business.
La particolarità di questo business è che Yoshoes produce scarpe e accessori personalizzati, permette agli utenti di inserire loghi, immagini, nomi, numeri, o tutto ciò che si desideri.
Yoshoes ha sede legale a Fano in provincia di Pesaro ma produce a 100 chilometri più a sud, sempre nelle Marche a Sant’Elpidio a Mare, nel centro del più grande distretto manifatturiero di calzature italiano che conta circa il 26% della produzione nazionale.

Yoshoes.com, di Colotto Gian Maria
Sede Legale: V.IV Novembre 164 e/2 61032 Fano (PU)
Numero verde: 800 13 49 25
Buongiorno signor Colotto, come vi è venuto in mente di creare questo business?
La vendita di calzature personalizzate sul sito è piuttosto casuale, all’inizio il portale è stato creato per promuovere le calzature marchigiane e venderle al dettaglio, purtroppo le aziende produttrici non hanno percepito la profittabilità del business, perché onestamente sono ancora troppo lontane da tecnologie che aggregano le industrie e ottimizzano le risorse; da una parte dico per fortuna, perché si continua a salvaguardare il lavoro artigianale e la precisione minuziosa dei calzolai che rimangono legati alle tecniche tradizionali, d’altra parte anche noi, di qualcosa dobbiamo campare giusto?
A parte gli scherzi, il prodotto italiano di settore rimane ancora al top di gamma in tutto il mondo, nonostante le varie crisi e le misure di dumping da parte dei produttori orientali che cercano di invadere e monopolizzare il mercato, la scarpa è l’accessorio Made in Italy è, e deve rimanere il simbolo di lusso, tradizione ed esclusività, è per questo che abbiamo scelto di creare articoli personalizzati, per rispondere sempre meglio ed in maniera diversificata, alle richieste dei clienti più esigenti.
L’idea di creare scarpe personalizzate, ci è venuta per creare un’azione di virus-marketing, abbiamo visto che era un business difficilmente perseguibile dalle grandi aziende, mentre per noi non è così complesso.
È vero che dobbiamo ogni volta creare una scarpa nuova, praticamente è come creare scarpe su misura, non facciamo un lavoro di filiera, ed ogni articolo è controllato minuziosamente.
Come funziona tecnicamente l’erogazione del servizio?
L’erogazione del servizio, è abbastanza semplice: basta accedere nel sito e vedere tra i modelli disponibili, i navigatori sono abituati a scegliere da una foto e sanno che acquistano quello che vedono, con noi non è esattamente così perché ci sono delle foto dimostrative, poi bisogna chiaramente personalizzare. Si possono scegliere i colori tra dieci colori standard, oppure a richiesta altri colori aggiuntivi, si possono scegliere i loghi, si può inserire un logo aziendale, una bandiera, un nome, un numero o tutto ciò che si desidera.
Per potere comunicare a Yoshoes tutte le richieste, è disponibile sul sito un modulo di personalizzazione formato Word: è sufficiente completare il modulo ed inviarlo per poter avere tutte le informazioni necessarie e verificare che il prodotto sia realizzabile. Una volta che queste informazioni sono arrivate, dobbiamo verificarne l’attendibilità, ovvero: Yoshoes vuole assolutamente rispettare i diritti di copyright nazionali ed internazionali, a spese proprie verifichiamo se necessario, che il materiale inviato non sia già di proprietà di qualcun altro, presso l’ufficio brevetti. Quando si verifica che un proprietario di un marchio o di un logo richiede di inserire il suo stemma nell’articolo, chiaramente non c’è nessun problema, per tutti gli altri casi questa è una prassi da seguire.
Devo dire che anche se ci sono i moduli sul sito, un tutorial video, dove si spiega come effettuare acquisti e richiedere scarpe personalizzate, la maggior parte dei nostri clienti, preferisce chiamarci direttamente, riceviamo spesso telefonate da persone disorientate che ci chiedono "ma io posso veramente inserire il logo in quel punto?", in effetti abbastanza inusuale che si possa acquistare un paio di scarpe sportive e mettere il nome del proprio figlio nella linguetta posteriore per esempio.
Ricevuto l’ordine e il pagamento procediamo alla produzione, sono procedure veramente difficili, ma è una sfida interessante.
Avete altri progetti?
Sì, abbiamo una serie di progetti in cantiere che stanno per essere realizzati.
Stiamo per lanciare nel mercato scarpe da corsa personalizzate, praticamente sono calzature adatte per corridori d’auto che appassionati di tuning o karting, chiaramente si possono effettuare tutte le personalizzazioni come negli articoli già presente nel catalogo.
Immaginate un appassionato di tuning con la macchina verde pisello, serigrafia disegnata da lui sulla fiancata, che scende dall’auto e sfoggia un paio di scarpe verde pisello con lo stesso logo sulla tomaia, favoloso!
Altre novità arriveranno per il campo della nautica, con borse e scarpe da barca, ed infine ci stiamo preparando per i mondiali con calzature che riportano i nomi e i colori di tutte le nazionali partecipanti.
Questi sono i nuovi prodotti che lanceremo da qui a giugno, stiamo studiando anche nuovi software ed hardware per promuovere al meglio i nostri prodotti sia sul sito sia nei negozi, ma di ciò preferisco non anticipare nulla.
Come comunicate con il pubblico?
Per ora quasi esclusivamente su Internet, sono usciti alcuni articoli su riviste nazionali e quotidiani, ma il nostro ufficio stampa lavora in particolar modo con webzine e siti di informazione on-line.
Chiaramente programmiamo delle pubblicità su Internet come la maggior parte dei siti di commercio elettronico, quindi con Google, Ouverture ed altri gestori di pubblicità, e con un videocast: praticamente è un magazine video disponibile su Itunes, il famoso lettore della Apple che permette di scaricare il video e la audio dalla rete gratuitamente e legalmente, e poi riversare il materiale su lettori portatili e quindi l’Ipod.
Questa pratica che si chiama podcasting, sta diventando estremamente popolare, tant’è vero che il New York Times ha eletto la parola podcasting la parola dell’anno.
Il nostro video cast, offre una presentazione in circa dieci minuti sulle varie fasi di lavorazione di una scarpa.
È un materiale estremamente interessante soprattutto nei mercati internazionali.
Utilizzare podcast per comunicare con il pubblico è importante?
Direi che comunicare con questi mezzi oggi è fondamentale, infatti oltre al videocast in due formati (sia per chi dispone di banda larga sia per chi non ha accesso ad una linea veloce), è disponibile anche per cellulari: si può scaricare sul computer e riversare direttamente sul telefono di ultima generazione.
Abbiamo realizzato filmati nel nostro laboratorio per far vedere in che modo lavoriamo: c’è un filmato tutorial per una buona navigazione nel sito, a breve inseriremo un feed RSS, per aggiornare i clienti interessati senza bisogno di iscrizione alla newsletter.
Quanto tempo ci vuole per realizzare un articolo personalizzato?
In media impieghiamo trenta giorni, è un lavoro molto dispendioso frutto di diverse aziende artigiane, calzaturiere e di ricami, se vi facessi vedere quanti passaggi bisogna fare per creare una scarpa Yoshoes, non ci credereste neanche.
Se ci sono tante difficoltà per fare utilizzare alle aziende e gli artigiani calzaturieri supporti informatici e tecnologici, come riuscite a creare una sinergia tra artigiano e gestione sito commercio elettronico?
La maggior parte degli sviluppatori Web realizzano un software, lo vendono all’azienda interessata, e la società lo utilizza. Quando poi, la società si rende conto che il software che ha acquistato, funziona correttamente ma è difficile da gestire (es. e-commerce/negozio tradizionale), o sceglie di abbandonare la strada intrapresa,o investe altre risorse per poter far funzionare questo nuovo business.
Noi facciamo al contrario, abbiamo creato un nostro sito di commercio elettronico, e lavoriamo a stretto contatto con aziende calzaturiere che non si devono preoccupare minimamente di fare un servizio customer, rispondere alle richieste, evadere preventivi, evadere gli ordini, ecc. è evidente che è la strada più lunga e meno redditizia nell’immediato, ma consente di lavorare in maniera ottimale nel tempo e fornire al consumatore un servizio adeguato al prezzo corrisposto. Abbiamo ricevuto tutti feedback positivi sia per la produzione degli articoli, sia per il servizio di assistenza. È impensabile che un artigiano risponda direttamente alla posta elettronica, qualcuno ha già provato ma si è stancato abbastanza velocemente. In questo come in altri settori la via da seguire è questa: chi gestisce il sito si occupa solo del sito, gli artigiani e i produttori si devono occupare solo di mantenere la qualità di ciò che fanno.
Chi sono i vostri clienti?
All’inizio pensavamo di avere una clientela molto giovane, della fascia 18-25, invece ci siamo accorti che la fascia di età è un po’ più ampia, molti utenti regalano i nostri articoli (le scarpe partono dal numero 35 fino al 45)per un evento importante come per esempio la cresima, la comunione o la laurea, mentre chi acquista per se ha un’età compresa tra i 20 e i 40 anni, le sneakers sono unisex come gli stivali, ma vengono preferite in particolar modo da gli uomini.
Perché avete scelto un negozio di commercio elettronico e non un negozio tradizionale?
Sicuramente per avere meno costi di gestione ed una visibilità ampia, oggi un negozio fisico ha dei costi importanti, preferiamo investire gli utili in ricerca di materiali, prodotti nuovi, e studi. Se altre aziende facessero come noi si accorgerebbero del taglio drastico alle spese inutili o comunque sacrificabili.
Immaginate, che noi riusciamo a risparmiare fino ad un 50% rispetto ad un negozio tradizionale, senza contare le rimanenze di magazzino, spese pubblicitarie, e tutti gli altri costi.
Non sto disprezzando il negozio tradizionale, sicuramente non fa per noi in questo periodo. È certo che se le grandi aziende, adottassero alcune delle tecnologie che noi siamo già utilizzando da tempo, non sarebbe necessario per tante realtà delocalizzare ed andare a produrre in Cina in India ed in Vietnam, tanto per fare un esempio.
Come vivete la crisi di settore?
Ma, noi la viviamo bene, non abbiamo concorrenza, ma non per questo non abbiamo l’occhio vigile. Alcune multinazionali hanno già incominciato a produrre scarpe personalizzate, per fare i nomi: Nike è stata la prima (anche se ha iniziato dopo di Yoshoes, ma chiaramente non possiamo fare un termine di paragone), negli ultimi mesi si sono aggiunte: Timberland, Reebook e Etnies.
La particolarità del loro tipo di commercio elettronico e che permettono all’utente di modificare i colori delle scarpe, ma non possono assolutamente creare un articolo totalmente personalizzato, cosa che per ora in tutto il mondo riusciamo a fare solo noi.
Abbiamo già pronta la nuova campagna pubblicitaria per la primavera 2006, e confidiamo che il nostro prodotto diventi sempre più appetibile nei mercati internazionali.
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